12 April 2016, 10:00
Sposi beatificati e canonizzati
 
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Dai primordi al presente. Parte 1. Di Mons. Helmut Moll, professore di storia

Vaticano-Colonia (kath.net)
Il 3 luglio 2008, per la prima volta nel suo pontificato, Papa Benedetto XVI apriva a una coppia di sposi il cammino verso la beatificazione. Nel corso di un’udienza concessa al prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, il cardinale José Saraiva Martins, il Pastore Supremo della Chiesa cattolica autorizzava il suddetto dicastero a promulgare un decreto relativo al miracolo attribuito all’intercessione dei coniugi francesi Louis (1823-1894) e Marie Zélie Martin (1831-1877) . Secondo quanto riferito dai media italiani, si trattava della guarigione del neonato Pietro Schilirò di Monza, città dell’alta Italia nel territorio dell’arcidiocesi di Milano, che nel 2003, pur trovandosi in pericolo di morte, era sopravissuto . Nato a Bordeaux, l’orologiaio e orafo Louis Martin, all’età di 35 anni, aveva sposato, ad Alençon (nel nord della Francia),la ventiseienne Marie Zélie Guérin, nata a Saint-Denis-sur-Sarthon, dalla quale ebbe nove figli. “La concordia e l’armonia in questo matrimonio e in questa famiglia erano straordinari, sia tra i coniugi, si tra i genitori e i figli” . La partecipazione quotidiana all’Eucaristia era per i genitori un’esigenza profondamente sentita. Quando si sposò, Louis Martin nutriva la speranza di poter stringere con la moglie un legame meramente fraterno e di vivere con lei come fratello e sorella. Marie Zélie, che contribuiva alle entrate della famiglia realizzando i famosi merletti di Alençon, sentiva il forte impulso materno di dare la vita a tanti bambini e di educarli secondo l’esempio cristiano. Divenne inoltre membro del Terzo Ordine Francescano. Dinanzi a un’immagine mariana custodita in casa, che nel mese di maggio, dedicato a Maria, veniva addobbata con particolare amore, la famiglia recitava le preghiere quotidiane. Il religioso francescano Stéphane-Joseph Piat ha eretto a questa famiglia un monumento perenne con la sua monografia Histoire d’une famille. Une école de sainteté (Parigi, 4a ed., 1946) . L’opera è stata pubblicata in una traduzione tedesca nel 1983 . Papà Martin era caratterizzato dallo spirito della fede e della carità, da un amore del prossimo sempre pronto a correre in aiuto. Di tanto in tanto compiva qualche pellegrinaggio con le figlie, come per esempio a Notre-Dame des Victoires a Parigi, ma anche a Chartres o a Lourdes. Nel 1985 è stata pubblicata su di lui una ricca biografia, nella quale viene descritto come “padre ineguagliabile” . Mamma Martin, nella sua disponibilità a soccorrere gli altri, si recava nelle casupole dei poveri e dei sofferenti per portare aiuto e consolazione. Lo stesso autore francese ha dedicato anche a lei una biografia molto dettagliata . Quattro dei loro figli morirono in tenera età, tra cui due maschietti. Altri cinque si consacrarono a Dio nella vita religiosa: quattro nel Carmelo di Lisieux, e più precisamente Marie-Louise (1860-1940), diventata suor Marie del Sacro Cuore, Marie-Pauline (1861-1951), diventata suor Agnes di Gesù, Marie-Céline (1869-1959), diventata suor Geneviève del Santo Volto , e Marie-Françoise-Thérèse (1873-1897), ovvero proprio quella santa Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto che fu canonizzata nel 1925, eletta patrona della missione universale nel 1927 e proclamata dottore della Chiesa nel 1997 . La figlia Marie-Léonie (1863-1941), prendendo il nome di suor Françoise-Thérèse, entrò nell’ordine delle Visitandine a Caen.

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Mentre Maria Azélie Martin morì già nel 1877, a suo marito fu dato di vivere a lungo, fino a 88 anni. Morì nella loro tenuta di La Musse il 29 luglio 1894 in seguito ad un infarto. La diocesi competente di Bayeux e Lisieux, suffraganea dell’arcidiocesi di Rouen, avviò il processo di beatificazione. Come postulatore fu nominato il religioso Carmelitano Simeon della Santa Famiglia. Il decreto relativo agli scritti è stato promulgato dalla Congregazione per le Cause dei Santi il 1° luglio 1964, quello sulla giudizio positivo relativo ai documenti presentati il 13 febbraio 1987, e quello sulle virtù eroiche il 26 marzo 1994. La beatificazione è stata celebrata il 19 ottobre nella basilica di Sainte-Thérèse.

Nel contesto della beatificazione dei coniugi francesi Louis e Marie Zélie Martin, ancora una volta è sorta la domanda sul perché le coppie di sposi canonizzate sono così poche. Come se non esistessero coniugi che sono stati d’esempio e che potrebbero addirittura essere elevati agli onori degli altari! Due persone, quindi, il cui amore non si è mai spento e la cui promessa di fedeltà reciproca non è mai stata infranta; che hanno sconfessato soluzioni solo apparenti come il “matrimonio in prova” o il “matrimonio a tempo”, che non hanno scisso la fedeltà sociale da quella sessuale, poiché il loro amore sponsale ha rispettato la promessa: solo tu e tu per sempre. Sì, queste coppie esistono! La maggior parte di esse, però, vive in modo discreto con i propri figli. Molte rifiutano di essere messe sotto i riflettori dell’opinione pubblica. Chi si sforza di vivere un amore gratuito, che rende ricchi e forti, non rimane deluso. Nemmeno oggi. “Se questi e queste hanno potuto, perché anch’io non potrò?” (sant’ Agostino d‘Ippona), anche nel bel mezzo di un mondo mutevole. Nel 1976 il teologo evangelico-riformato svizzero Walter Nigg aveva espresso la “speranza che in futuro vengano inscritti nel novero dei santi anche uomini e donne che si sono distinti in maniera straordinaria nella quotidianità del matrimonio” .

Papa Giovanni Paolo II nella sua Esortazione Apostolica Familiaris consortio aveva osservato: “La famiglia nei tempi odierni è stata, come e forse più di altre istituzioni, investita dalle ampie, profonde e rapide trasformazioni della società e della cultura. Molte famiglie vivono questa situazione nella fedeltà a quei valori che costituiscono il fondamento dell'istituto familiare. Altre sono divenute incerte e smarrite di fronte ai loro compiti o, addirittura, dubbiose e quasi ignare del significato ultimo e della verità della vita coniugale e familiare” .

Come ha fatto notare Anthony Ward nel 2009, il Martyrologium Romanum contiene un certo numero di coniugi santi e perfino di famiglie sante .

Papa Benedetto XVI ha ripreso espressamente questo tema nel suo messaggio all‘Angelus a Castel Gandolfo il 30 agosto 2009. Prendendo spunto da santa Monica, madre del vescovo Agostino d’Ippona, il Santo Padre ha sottolineato: “La storia del cristianesimo è costellata di innumerevoli esempi di genitori santi e di autentiche famiglie cristiane, che hanno accompagnato la vita di generosi sacerdoti e pastori della Chiesa. Si pensi ai santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, entrambi appartenenti a famiglie di santi. Pensiamo, vicinissimi a noi, ai coniugi Luigi Beltrame Quattrocchi e Maria Corsini, vissuti tra la fine del XIX secolo e la metà del 1900, beatificati dal mio venerato predecessore Giovanni Paolo II nell’ottobre del 2001, in coincidenza con i vent’anni dell’Esortazione Apostolica Familiaris consortio” .

Anzitutto daremo un’occhiata alla storia della vita cristiana, che in ogni tempo ha conosciuto coppie di sposi santi. Dal grande "nugolo di testimoni" (Eb 12,1) verranno però estrapolate solo le coppie che sono rappresentative del loro tempo e che ancora oggi hanno una certa importanza. Infatti, non è il numero a costituirne la ricchezza, bensì la loro realtà, per quanto siano state elevate agli onori degli altari per motivi completamente differenti .

Fondamenta nel Nuovo Testamento

Negli scritti del Nuovo Testamento incontriamo alcuni personaggi strettamente collegati all’albero genealogico di Gesù: Maria di Nazaret, madre di Gesù, e Giuseppe, suo padre adottivo, che con il Bambino nella greppia diventano la Sacra Famiglia . La liturgia la celebra pochi giorni dopo il Natale. Della stirpe santa fanno parte i genitori della Madre di Dio, Gioacchino e Anna, la cui memoria, secondo il calendario liturgico, dopo gli spostamenti seguiti al concilio Vaticano II viene celebrata insieme il 26 luglio . Alla missione del Signore è legato in modo inscindibile Giovanni Battista. I suoi genitori sono gli sposi santi Elisabetta e Zaccaria, dei quali Luca narra nel suo Vangelo (cfr. Lc 1,5-80).

Inoltre incontriamo coppie di sposi esemplari soprattutto nelle lettere di san Paolo: Aquila, giudeo fuggito da Roma, e Priscilla (Prisca) accolsero l’apostolo delle genti durante il suo soggiorno nella città portuale di Corinto, in Macedonia (At 18,2-3). I due si recarono con Paolo ad Efeso (At 18,18-19.) e insegnarono al giudeo Apollo (At 18,26). Secondo la Lettera ai Romani, Aquila e Priscilla soggiornarono a Roma. Paolo li ringraziò espressamente per il loro servizio e li citò tra i suoi “collaboratori” (Rm 16,4; cfr. 2 Cor 1,8-11); i due misero generosamente a disposizione la loro casa per gli incontri della comunità (cfr. 1 Cor 16,19; Rm 16,5) . Papa Benedetto XVI ha reso loro omaggio durante l’udienza generale del 7 febbraio 2007, dicendo: “Onoriamo perciò Aquila e Priscilla come modelli di una vita coniugale responsabilmente impegnata a servizio di tutta la comunità cristiana. E troviamo in loro il modello della Chiesa, famiglia di Dio per tutti i tempi” .

L’epoca della persecuzione dei cristiani

I primordi della fede cristiana rifulgono ancora oggi della luce dei loro grandi testimoni, prima di tutto dei martiri, che hanno versato il proprio sangue per il loro Redentore. Tra loro non c’erano solo vergini, diaconi, sacerdoti e vescovi, ma anche sposi.

I coniugi Espero e Zoe, insieme ai figli Ciriaco e Teodulo, secondo la tradizione subirono il martirio in Panfilia sotto l’imperatore Adriano. A motivo della loro fede furono torturati con ferocia, come emerge dal testo del Martyrologium Romanum del 2004; vengono commemorati il 2 maggio .
I santi Vittore e Corona, martirizzati in Siria intorno all’anno 176, sono rimasti nella memoria della Chiesa; il loro ricordo viene festeggiato il 14 maggio . Ancora oggi gli sposi Mario e Marta sono ricordati nel calendario romano, che fissa la loro memoria al 19 gennaio . Inoltre siamo a conoscenza di una coppia di martiri di nome Bonifacio e Tecla, che intorno al 250 A.D. hanno perso la vita durante una persecuzione dei cristiani. La loro memoria viene celebrata dalla Chiesa il 30 agosto . La Chiesa ricorda poi gli sposi santi Flaviano e Dafrosa, che hanno dato testimonianza di Cristo nel IV secolo; la loro memoria viene celebrata il 22 dicembre rispettivamente il 4 gennaio . Ad oggi vengono profondamente onorati i coniugi Crisanto e Daria, che probabilmente hanno subito un crudele martirio nel 253. Attraverso l’abbazia benedettina di Prüm (Eifel), nel VII secolo le loro reliquie sono giunte a Bad Münstereifel, dove vengono venerate ancora oggi, specialmente il 25 ottobre, giorno del loro patrocinio. La chiesa romanica che custodisce le loro spoglie addirittura è a loro dedicata . Il Martirologio menziona inoltre gli sposi santi Severiano e Aquila, bruciati nel fuoco in Cesarea (Mauritania) nel III secolo. La loro memoria viene celebrata il 23 gennaio . Non vanno però dimenticati gli sposi santi Giuliano e Basilissa del IV secolo, la cui memoria, secondo il Martirologio Romano, viene onorata il 6 gennaio .

Anche del periodo successivo alla svolta costantiniana si conoscono sposi santi. Basti ricordare qui san Basilio il Vecchio (* ca. 270 in Cappadocia - † prima del 349) e sua moglie, santa Emmelia († ca. 372), che ha dato alla luce dieci figli. La loro memoria, secondo il Martirologio Romano, viene celebrata il 30 maggio . Inoltre vanno ricordati san Gregorio il Vecchio di Nazianzo († ca. 389) e la sua sposa, santa Nonna († 374), la quale nel 325 aveva convertito al cristianesimo l’uomo che sarebbe poi diventato suo marito. Ebbero tre figli. Il Martirologio Romano ricorda san Gregorio il 2 gennaio e la sua morte il 25 gennaio, santa Nonna, invece, il 5 agosto . Inoltre la liturgia della Chiesa ricorda gli sposi Andronico e Atanasia d’Antiochia, in Siria, la cui festa ricorre il 9 ottobre. Secondo la tradizione ebbero due figli, che però morirono in tenera età. Il loro amore per i poveri viene decantato tanto quanto il loro pellegrinaggio in Terra Santa. Verso la fine del IV secolo morirono confessori in Egitto . Il 25 settembre la Chiesa ricorda gli sposi santi Paolo e Tatta, insieme ai loro figli Sabiniano, Massimo, Rufo ed Eugenio. Accusati di essere cristiani, a Damasco in Siria furono torturati a morte per la loro fede . Il 31 dicembre il Martirologio Romano cita gli sposi santi Malania la Giovane e Piniano. Lasciarono Roma e si trasferirono a Gerusalemme. Qui condussero una vita dedicata a Dio, lei tra le donne consacrate, lui tra i monaci, fino a quando morirono entrambi una morte santa nell’anno 439 .

- Continua -

Link per il testo originale in tedesco (con indicazione della fonte)









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