15 April 2016, 11:00
Sposi beatificati e canonizzati
 
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Dai primordi al presente. Parte 2. Di Mons. Helmut Moll, professore di storia

Vaticano-Colonia (kath.net)
Medioevo

Il Medioevo è caratterizzato da una comprensione assai diversa non solo del modo di vivere e di concepire il matrimonio, ma anche della santità . Ora, tra gli sposi santi spiccano non di rado capi di Stato e rappresentanti politici. Il 26 gennaio, nel Martirologio Romano spiccano i seguenti sposi del VI secolo: “A Gerusalemme, santi Senofonte e Maria e i loro figli Giovanni e Arcadio, che, dopo aver rinunciato alla dignità senatoria e a ingenti beni, si tramanda che con pari ardore d’animo abbiano abbracciato nella Città Santa la vita monastica” . La Chiesa onora inoltre sant’Edwin, re di Northumbria (morto martire nel 633), e la sua seconda moglie,Etelburga di Kent, morta nel 647 . Molto più difficile è ricostruire la biografia di santa Valtrude, madre di quattro figli morta nel 688, che fu moglie di san Vincenzo Madelgario . Nella diocesi di Eichstätt vengono venerati san Riccardo e la sua sposa Wuna (ovvero Wunna), genitori dei patroni della diocesi Villibaldo, Vunibaldo e Valburga . Il Martirologio Romano indica il 7 febbraio come giorno della memoria di san Riccardo . Durante la persecuzione dei cristiani in Spagna da parte dei mori, molti cattolici pagarono per la loro fede con la vita. Nel 852 morirono come santi martiri gli sposi Aurelio e Sabigotone e Felice e Liliosa .

Tutti conoscono invece gli sposi imperiali Enrico II e Cunegonda dell’XI secolo, la cui memoria, secondo il Martirologio Romano, viene celebrata dalla Chiesa il 13 luglio. Insieme hanno progettato e realizzato la fondazione della diocesi di Bamberg. Ed è nel duomo di Bamberg che entrambi sono sepolti . Inoltre, la Chiesa ha ritenuto opportuno beatificare nel 1083 re Stefano d’Ungheria (ca. 969 – 1038), uomo straordinario sotto ogni punto di vista. La sua memoria liturgica è indicata dal Martirologio Romano il 16 agosto, e dopo la fine del socialismo nei paesi dell’est è tornata ad essere una festività. La sua sposa, la beata Gisella (985-1060) viene onorata in modo particolare nel monastero di Niedernburg presso Passau, dove è sepolta. La sua festa liturgica è fissata dal Martirologio Romano il 7 maggio .

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Per il 15 maggio il Martirologio Romano riporta le seguenti parole: “A Madrid nella Castiglia in Spagna, sant’Isidoro, contadino, che insieme con sua moglie la beata Maria de la Cabeza attese con impegno alle fatiche dei campi, cogliendo con pazienza la ricompensa celeste più ancora dei frutti terreni, e fu vero modello di contadino cristiano” . Morirono intorno all’anno 1130. Il loro culto, esistente da tempo immemorabile, venne riconosciuto il 7 agosto 1697.

È invece difficile ricostruire la vita del confessore sant’Elzeario, conte di Sabran, per il quale viene indicato come anno della morte il 1323, e della sua sposa Delfina di Sabran (1284-1360). Renate Blumenfeld-Kosinski scrive in proposito: “They both came from the high Provençal nobility. Delphine’s parents died when she was seven; she was entrusted to her uncles and raised by nuns. Sibille of Puget, in particular, influenced the girl greatly by reading the vitae of virginal couples to her, positing that ‘virgins were incomparably more agreeable to God than women bound by marriage’. Delphine tried to realize this ideal of asceticism, a project fraught with difficulties” . Il conte Elzeario di Sabran fu canonizzato da papa Urbano V nel 1369. Il Martirologio Romano ricorda entrambi il 27 settembre, con la nota elogiativa di aver osservato “tutte le virtù” .

Nel Medioevo non di rado i concetti di santità e di maternità sono collegati tra loro . Un esempio tra tanti: la Chiesa universale celebra santa Elisabetta di Turingia (1207-1227) il 17 novembre, l’area di lingua tedesca il 19. La langravia era sposata con Ludovico IV (1200-1227), al quale la storia diede l’appellativo “il santo”. Da questo matrimonio nacquero tre figli ,

Inizio dell’era moderna

Anche all’inizio dell’era moderna si sono verificati alcuni cambiamenti nella concezione del matrimonio e della famiglia . Non sono mancati sposi il cui solido orientamento ha avuto un’influenza che perdura ancora oggi. Infatti, laddove il doppio io sfocia nel noi unificante, il matrimonio diventa una fortezza inespugnabile, che nessuno può conquistare. Il gesuita di origine tirolese Jacob Schmid (1689-1740) nel 1735 dedicò uno studio agli sposi, studio che tre anni dopo venne pubblicato in un’edizione rivista e ampliata, e nel quale sottolineò l’amore parentale e filiale, e allo stesso tempo enfatizzò l’importanza di un’educazione rigida della prole .

In quest’epoca spiccano in particolare gli sposi giapponesi che, durante le crudeli persecuzioni dei cristiani nel XVII secolo, hanno dato la propria vita per Cristo. Desidero citare solo i nomi più importanti: Pietro e Susanna Arakiyori Chobioye, Giovanni e Caterina Tanaka, nonché Giovanni e Monica Nagai Naisen, insieme al figlio Luigi, decapitati nel 1626 a Nagasaki, insieme a Mattia Araki, e beatificati nel 1854; il Martirologio Romano cita espressamente i loro nomi il 12 luglio . Il catechista Simone Bokusai Kyota e sua moglie Maddalena, i coniugi Tommaso e Maria Gengoro, insieme al figlio Giacobbe, nel 1620 furono crocifissi a testa in giù, in odio al nome cristiano, sulla base del decreto del prefetto Yetsundo; il Martirologio Romano li commemora il 16 agosto . Gaspare e Maria Vaz, guidati dal religioso dei Frati Minori Francesco di Santa Maria e con altri 13 compagni, hanno subito il martirio per decapitazione nel 1627; la loro memoria, secondo il Martirologio Romano, viene celebrata il 27 agosto . Nello stesso luogo, nel 1622 persero la vita Luigi Yakisci e la moglie Lucia, la quale fu decapitata insieme ai figli Adrea e Francesco davanti agli occhi del marito e padre. Successivamente Luigi venne consegnato alle fiamme; il Martirologio Romano onora la loro memoria il 2 ottobre. Tutti loro sono stati elevati agli onori degli altari nel 1867 .

La fedeltà incrollabile dei martiri coreani suscita ancora oggi rispetto e ammirazione. Gli sposi Barbara Kwon-hui con il marito Agostino Yi Kwang-hon, e Maria Yi Yon-hui, moglie di Damiano Myong-hyog, morti per Cristo nel 1839, sono e continuano ad essere espressione dell’amore irreversibile di Dio per gli uomini .

XIX e XX secolo

In occasione del sinodo dei vescovi sui compiti del matrimonio e della famiglia che si è tenuto nel 1980, l’allora prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, cardinale Pietro Palazzini, si pronunciò a favore dell’avvio di cause per gli sposi nella Chiesa locale. A tal fine occorrono però più che mai il sostegno da parte di amici e gruppi familiari adatti. C’è inoltre bisogno di un sostegno anche maggiore da parte dei molteplici movimenti laicali. La Curia Romana, pertanto, promuove espressamente le cause per le coppie di sposi. Nel 1984 Papa Giovanni Paolo II (1978-2005) ha dato un segnale chiaro quando, alla presenza dei rappresentanti del sinodo diocesano romano ha espresso il desiderio di elevare una coppia di sposi agli onori degli altari durante il suo pontificato. Il primo frutto degli sforzi in tal senso è la beatificazione degli sposi italiani Luigi (1880-1951) e Maria (1884-1965) Beltrame Quattrocchi, elevati agli onori degli altari a Roma, il 21 ottobre 2001; alla cerimonia erano presenti tre dei loro figli. Il marito, nato nella città siciliana di Catania, fu procuratore generale nella capitale italiana, rivestì diversi incarichi con grandi responsabilità a livello nazionale e operò sotto il presidente Alcide De Gasperi († 1954). Nel tempo libero frequentava corsi serali di teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Sua moglie, Maria Corsini, era originaria di Firenze, in Toscana, ma si trasferì a Roma già in giovane età. Nel 1905 si sposarono. Membro dell’Azione Cattolica italiana, si applicò con impegno all’insegnamento, pubblicando opere pedagogiche, alla catechesi per le donne delle parrocchie romane e all’aiuto per i bisognosi. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1951, si dedicò in modo ancora più intenso al rinnovamento della fede cristiana come pure all’assistenza alle famiglie, secondo le indicazioni di Papa Pio XII . Divenne inoltre membro dei movimenti “Rinascita Cristiana” e “Fronte della Famiglia”. Dopo una vita piena, morì a Roma il 26 agosto 1965. Il processo diocesano avviato dalla diocesi di Roma iniziò il 18 ottobre 1994. Il 20 giugno 1997, la Congregazione romana per le Cause dei Santi promulgò il decreto sulla validità delle indagini svolte e il 18 giugno 1999 approvò la positio super virtutibus .

Un’importante monografia è stata scritta da Attilio Danese e Giulia Paola Di Nicola, e pubblicata con il titolo: “Un’aureola per due” . Il prefetto della Congregazione romana per le cause di beatificazione e di canonizzazione, cardinale José Saraiva Martins, rese omaggio agli sposi beatificati quali profezia della santità coniugale .

Sguardo al futuro

Negli ultimi decenni sono stati ripetutamente discussi e ripresi anche altri processi di beatificazione per sposi esemplari del passato e del presente. Per quanto riguarda la Svizzera, il defunto vescovo di Basilea Anton Hänggi (1917 – 1994) ha dato voce alle suppliche di molti fedeli della Svizzera e di altri Paesi con la seguente preghiera: ti supplichiamo, “Dio Uno e Trino, donaci ora, insieme al santo frate Nicola (1417-1487) anche una moglie santa Dorotea e in tal modo, per il futuro, degli sposi santi” . Nel corso del suo viaggio apostolico in Svizzera a giungo del 1985 Papa Giovanni Paolo II fece propria questa preghiera. Nella sua omelia durante la celebrazione eucaristica a Flüeli il 14 giugno 1984, il Pontefice rese omaggio alla signora Dorothea Wyss, madre di dieci figli, con le seguenti parole: “in una decisione sofferta essa lasciò libero il suo sposo. A buon diritto essa porta, agli occhi di molti, la testimonianza eroica di vita di frate Nicola” . Sulla tomba di san Nicola di Flüe a Sachseln, in una preghiera il Papa compì un ulteriore passo dicendo: “Signore mio e Dio mio […].Fa’ che possiamo comprendere sempre meglio, con frate Nicola e la sua santa moglie Dorotea, che una riconciliazione autentica e una pace duratura vengono solo da te” .

Anche in Austria si vedono i segni della venerazione per una coppia di sposi importanti per la vita pubblica, dopo che l’imperatore Carlo I (IV.) (1887-1922), sposato con Zita di Borbone-Parma (1892-1989), nonostante le critiche da parte dell’opinione pubblica, nell’ottobre 2004 è stato elevato agli onori degli altari . A dicembre del 2009 la diocesi di Le Mans ricevette l’autorizzazione ad aprire un processo di beatificazione per l’imperatrice Zita di Borbone-Parma, madre di otto figli. Dopo la sua morte, avvenuta il 14 marzo 1989 nel monastero di san Giovanni in Svizzera, dove si era ritirata dal 1962, fu tumulata nella cripta imperiale della chiesa dei Cappuccini a Vienna, luogo di sepoltura tradizionale dei regnanti asburgici .

L’11 dicembre 1998 l’arcidiocesi spagnola di Pamplona inaugurò il processo di beatificazione per il medico professore Eduardo Ortiz de Landázuri e la moglie Laura Busca Otaegui. Nato il 31 ottobre 1910 a Segovia, lo scienziato aveva sposato la moglie il 17 giugno 1941, e dal loro matrimonio erano nati sette figli .

Nell’arcidiocesi siciliana di Catania, invece, nel 2001 è stato ufficialmente avviato il processo per gli sposi Marcello (1934-1986) e Anna Maria Inguscio (1938-1996). Dopo il loro matrimonio nel 1968, ebbero due figlie, Marietta e Lucia. Ben presto si dedicarono al progetto “Missione Chiesa-Mondo”, impegnandosi nella cura delle anime e, allo stesso tempo, iniziando a vivere secondo i consigli evangelici. Il loro esempio è stato già ampiamente elogiato ne “L’Osservatore Romano” .

L’arcidiocesi di Modena-Nonantola, nell’Italia settentrionale, dal 2004 ha avviato il processo di beatificazione per gli sposi Sergio Bernardini (1882-1966) e Domenica Bedonni (1889-1971). Dal loro matrimonio sono nati dieci figli, dei quali due due giovani entrarono nell’ordine dei Cappuccini, sei ragazze si unirono alla congregazione delle suore Paoline, mentre due si sposarono.

L’arcivescovo di Madrid, cardinale Antonio Maria Rouco Varela, il 19 febbraio 2009 inaugurò il processo di beatificazione per i coniugi Tomás Alvira e Paquita Dominguez, che avevano vissuto una vita esemplare nel matrimonio, nella professione e nella società. Lo sposo, nato a Zaragoza nel 1906, morì a Madrid nel 1992. Sua moglie, venuta alla luce a Huesca nel 1912, è deceduta nella capitale spagnola nel 1994.

Proprio il nostro tempo, in cui il matrimonio e la famiglia sono esposti a pressioni tanto ostili, ha bisogno di esempi convincenti. L’ecumenismo vissuto nei matrimoni tra persone di confessioni diverse necessita di sostegno e di solidarietà, senza sminuire o addirittura ignorare le difficoltà che si presentano in questo ambito . Nel suo discorso durante l’incontro ecumenico a Varsavia, Papa Benedetto XVI ha elogiato il matrimonio interconfessionale come “un laboratorio pratico di unità” (a practical laboratory of unity), e allo stesso tempo ha chiesto “un comune programma di sollecitudine pastorale per tali matrimoni” .

L’autore statunitense Rafael Yglesias nel suo studio “Matrimonio felice” sottolinea l’importanza della fedeltà coniugale. Che entrambi i coniugi difendano il loro amore anche contro se stessi e le tentazioni della routine e di prevedibili tradimenti, senza rinunciare minimamente alla loro pretesa di felicità, è un comportamento tutt’altro che comune . Il concilio Vaticano II ha sottolineato: “Tutti i fedeli del Cristo […] sono invitati e tenuti a perseguire la santità e la perfezione del proprio stato” (Lumen gentium, n. 42). I santi sono i veri maestri della Chiesa, non ultimi quegli sposi che attraverso il Sacramento del Matrimonio si sono donati l’uno all’altro senza riserve e per sempre. Essere uniti nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia, testimonia il loro grado di virtù eroica, che si esprime anche attraverso la capacità di prendere una decisione definitiva e irrevocabile.








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